Esagramma
CLINICA,FORMAZIONE E RICERCA
PER IL DISAGIO PSICHICO E MENTALE DAL 1983.

Fondazione Sequeri Esagramma. A ognuno la sua voce

MTO: MusicoTerapiaOrchestrale

La metodologia consente l’integrazione e lo sviluppo di tutte le componenti psichiche e mentali dell’esperienza musicale. Il metodo è stato dettagliatamente elaborato in vista della sua applicazione a ragazzi e giovani che sono ostacolati da forme di handicap specificamente limitanti nell’ambito cognitivo e relazionale (ritardo mentale, autismo, disabilità congenite o acquisiste: Sindome Down etc), ma può essere applicato anche in altri contesti.

L’integrazione di cui si parla significa la capacità di percepire, interpretare e valorizzare i rapporti che esistono tra l’esperienza della elaborazione musicale e quella della modulazione degli atteggiamenti cognitivi e comportamentali. La modulazione è  l’insieme delle caratterizzazioni simboliche che l’essere umano imprime ai propri atti, rendendoli personali, affettivi, espressivi e intenzionali. Con la modulazione si produce la risonanza e cioè la capacità di sentirsi coinvolti nel proprio intimo dall’intonazione che la presenza dell’altro assume. 

La musica è la forma più direttamente collegata all’esperienza delle qualità “fini” che la modulazione imprime nell’esperienza di sé e del mondo. Nella musica l’esperienza della modulazione degli stati dell’animo e della risonanza viene giocata a distanza di sicurezza dall’impegno effettivo con la realtà. Ma, in compenso, l’affinamento delle qualità della modulazione può esercitarsi nel gioco delle sue infinite possibilità e combinazioni. E portare a godere l’emozione, le possibilità creative, l’eleganza intelligente, l’infinita varietà della rappresentazione dei modi di “sentire” sé e l’altro.

L’MTO trae vantaggi e opportunità dall’enorme patrimonio dell’esperienza musicale dell’uomo: l’MTO sfrutta la possibilità di reinvestire la ricchezza delle esperienze di modulazione e risonanza iscritte nei costrutti della letteratura musicale più “impegnativa”, a vantaggio di un affinamento delle qualità cognitive e relazionali del soggetto.

Da qui, la speciale attenzione che il metodo MTO rivolge:

  • all’impiego intelligente della musica “di qualità” e “di ricerca”;

  • alla pratica attiva con uno strumento musicale “professionale”;

  • alla esplicitazione del momento compositivo dell’evento musicale, con larga condivisione degli alunni nei processi di analisi, adattamento, arrangiamento, rielaborazione, invenzione;

  • alla contestualizzazione dell’apprendimento musicale con l’esperienza del gruppo-orchestra

L’esperienza MTO ha consentito di verificare che l’assimilazione della competenza musicale permette un accesso all’orizzonte simbolico più elevato di quanto non lo consentano l’addestramento cognitivo e il condizionamento comportamentale.

L’itinerario è scandito da momenti che corrispondono ad altrettanti obiettivi parziali:

  • integrazione solidale con lo spirito del gruppo di lavoro e con il progetto musicale;

  • identificazione di uno strumento preferenziale;

  • capacità di aderire con interiore motivazione all’interesse suscitato dai costrutti musicali;

  • idoneità a sostenere un ruolo sempre più impegnativo nell’evento musicale di insieme;

  • progressione dell’autonomia nella motivazione all’apprendimento, nella collaborazione al progetto musicale del gruppo, nell’interesse per il superamento dei limiti, nella capacità di spontanea valutazione dei risultati;

  • graduale integrazione delle qualità di modulazione e risonanza nell’ambito dei comportamenti individuali e dello stile di comunicazione e di interazione con l’universo consueto (famiglia, scuola, amici etc.) e con quello esterno all’ambiente familiare.

Il triennio nel dettaglio

Ogni triennio MTO coinvolge bambini, ragazzi e adulti con ritardo mentale e disturbi generalizzati dello sviluppo (sindromi autistiche e psicotiche), difficoltà sensoriali o motorie. Non sono richieste competenze musicali pregresse: l’interesse mostrato, anche in modo timido, per gli strumenti è condizione sufficiente per un buon lavoro. Gli unici limiti sono quelli rappresentati dalla presenza di un grave impaccio motorio o da pesanti forme di aggressività.

Il triennio prevede una presa in carico psico-pedagogica, che si concretizza al termine di ogni anno nella restituzione ai genitori di un profilo personale che descrive il percorso musicale svolto, delineando le conquiste ottenute anche a livello relazionale.

  • Primo anno. È caratterizzato dall’identificazione, da parte del gruppo di lavoro, delle strutture elementari del fatto musicale (strumenti, suoni, composizione dei suoni) e dall’esplorazione delle possibilità di identificazione di uno strumento privilegiato da parte del singolo. Gli eventi musicali prodotti vengono interamente costruiti dentro lo schema di forme semplici e intuitive (marcia, ninna-nanna, danza, corale etc.), oppure sono opportunamente ri-costruiti, selezionando insieme ai ragazzi frammenti di musica colta sia tonale sia post-tonale (in ogni caso del tutto estranea agli stereotipi spontaneamente assimilati tramite la pubblicità). Un lavoro di questo tipo comporta anche la disponibilità a provare strumenti diversi, a interessarsi alla tecnica richiesta da ciascuno, a sollecitare istruzioni specifiche in relazione alla domanda di più complesse modalità di esecuzione. Al termine del primo anno un piccolo concerto, eseguito nell’aula di lezione, viene offerto dalla giovane orchestra ai familiari. 

  • Secondo anno. È polarizzato intorno al raggiungimento di un duplice obiettivo: da un lato l’allargamento della capacità costruttive ed esecutive d’insieme; dall’altro l’approfondimento individuale del rapporto con lo strumento preferito, ormai chiaramente individuato. La scelta di Esagramma di utilizzare strumenti “veri”, professionali, di includere nel repertorio “musica colta” e di coinvolgere musicisti “competenti” mostra in questa fase del lavoro opportunità originali e insostituibili. Il concerto di fine secondo anno vede la piccola orchestra sul palco dell’Auditorium di Esagramma impegnata in elaborazioni di suite strumentali per un pubblico composto da familiari e amici.

  • Terzo anno. Si mira a consolidare i risultati acquisiti attraverso l’esplorazione graduale della possibilità di produrre fatti musicali di ampio respiro, in cui tutti gli elementi disponibili – sia in termini di abilità che di competenze raggiunte – possano confluire nella capacità di reggere un discorso musicale di gruppo relativamente ampio e complesso (l’esecuzione di una sinfonia impegna i giovani musicisti per una durata di 20-30 minuti). L’esecuzione chiede (e mostra) inequivocabilmente la conquista di tratti personali solidi e flessibili, che consentono l’esposizione, l’ascolto, il dialogo e la possibilità di contenere nel tempo, e anche sul fronte emotivo. Nel concerto di fine triennio un’orchestra di grandi dimensioni (12-18 ragazzi e altrettanti educatori), formata dall’unione di più gruppi MTO del terzo anno, rielabora ed esegue un’intera sinfonia in un grande teatro e davanti a un folto pubblico.

Al termine del triennio di MusicoTerapiaOrchestrale, i ragazzi che lo desiderano possono proseguire nell’attività musicale frequentando il percorso di EducazioneOrchestrale Inclusiva (EOI) presso Esagramma o uno dei Centri a Metodo Esagramma. Potranno partecipare all’Orchestra Sinfonica Esagramma o a eventi formativi in veste di esperti delle dinamiche orchestrali, multimediali e relazionali che hanno conosciuto, coltivato e reinterpretato.

In alternativa o in parallelo all’EOI, successivamente al Trienno MTO i ragazzi potranno lavorare sull’espressione di sé in alcuni percorsi che mirano a potenziare la comunicazione e la rappresentazione: l’EducazioneVocaleAffettiva (EVA), l’Interazione e Narrativa Multimediale Multimodale (IMM), la MusicVirtualOpera (MVO).

Il metodo – che qui è stato sinteticamente descritto nelle applicazioni durante le terapie per persone con disabilità – viene opportunamente modificato e adattato alle esigenze di altri contesti, caratterizzati dal disagio, difficoltà specifiche (Percorsi ECO [link alla pagina]) o dal desiderio di esplorare nuove esperienze comunicative e formative (Percorso PLO [link alla pagina])

Per informazioni, Dr. Giulia  Cordaro,