Esagramma
CLINICA,FORMAZIONE E RICERCA
PER IL DISAGIO PSICHICO E MENTALE DAL 1983.

Fondazione Sequeri Esagramma. A ognuno la sua voce

EVA,IMM,MVO

Il programma terapeutico Esagramma integra i suoi corsi con momenti di sedute individuali o di gruppo basati sulla multimedialità, a supporto delle esperienze educative svolte nell'area linguistica, rappresentativa e comunicativa. Se la musica – con la metodologia MTO – consente il passaggio dalla modulazione alla risonanza, le metodologie multimodali e l’utilizzo di strumenti innovativi in campo informatico e multimediale consentono il passaggio dalla risonanza all’espressione. Ciò che il lavoro musicale mette in circolo, qui lo si verifica sul piano del linguaggio. Apprendendo e sviluppando la capacità di governare materiali diversi, si impara a dire di sé e del mondo. In questi itinerari, l’impiego di percorsi e strumenti accattivanti, “adulti”, prestigiosi e versatili nell'interazione rende accessibile la composizione di suoni, immagini, animazioni e testi anche a bambini e ragazzi con diverse attitudini e possibilità: l’integrazione dell’alta professionalità con la fragilità, caratteristica del metodo MTO, è caratteristica anche di questi percorsi. 


EnglishCampOrchestra (ECO) ed EVA – EducazioneVocaleAffettiva sono i due nuovi percorsi Esagramma rivolti a bambini e ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Si tratta di percorsi sviluppati dalla Fondazione Sequeri Esagramma con il sostegno della Fondazione Cariplo 

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EVA – EducazioneVocaleAffettiva

Gli importanti risultati ottenuti dal 2000 al 2015 con i percorsi di InterazioneMultimedialeMultimodale (IMM) e MusicVirtualOpera (MVO) hanno incoraggiato lo sviluppo della metodologia EVA, che supporta le performance vocali di bambini e giovani con disabilità, spesso molto povere dal punto di vista della struttura, della modulazione, della durata e dell’espressività.

Psicologi, attori, esperti di vocalità e musicisti coinvolgono i bambini e i giovani adulti in sessioni individuali e di gruppo, nell’ambito delle quali li invitano a imitare attori professionisti doppiando diversi personaggi, protagonisti di storie e narrative.

Divenire abili nel “prestare la propria voce” a differenti personaggi consente agli allievi di partecipare a performance innovative e creare registrazioni digitali apprezzabili. Il gruppo composto da attori professionisti e “fuori dal comune” si trasforma così in una “sofisticata compagnia prosodica”, in grado di doppiare video e performance artistiche multimediali, di realizzare radiodrammi originali, di leggere testi trasformandoli in audiolibri accessibili per persone non vedenti.

La collaborazione tra il Laboratorio PITCH di Esagramma e il laboratorio di ricerca di Linguistica Computazionale del Politecnico di Milano (arcslab.dei.polimi.it) consente attività di ricerca interessanti e innovative: risultati molto buoni si sono ottenuti durante il primo anno di attività sul fronte della riabilitazione e dell’educazione speciale.

Tecnologie ICT accessibili e innovative vengono usate quotidianamente per realizzare interazioni multimodali nel corso di letture e prove, per produrre storie multimediali che verranno doppiate e animate usando la voce e la prosodia vocale, ma anche per sostenere e analizzare le interazioni tra gli attori professionisti e quelli “fuori dal comune” dal punto di vista linguistico ed espressivo.

Interazioni vocali, giochi verbali, esercizi parlati, cantati e musicali sono incoraggiati e supportati dal ricorso a feedback audio-video. L’utilizzo del software Praat e di altri software originali creati dal Politecnico di Milano consente di incrementare le competenze prosodiche e di cooperare in modo interessante, originale e divertente, oltre a favorire l’autovalutazione da parte degli allievi delle competenze acquisite.

Metodologie tipiche dell’Elaborazione del Linguaggio Naturale vengono utilizzate per valutare (dal punto di vista sia qualitativo sia quantitativo) cosa viene progressivamente proposto e i risultati ottenuti. La complessità del vocabolario e degli aspetti sintattici, la ricchezza della semantica e della prosodia e la pertinenza della pragmatica vengono valutate prima, durante e dopo i percorsi, con l’obiettivo di una crescita progressiva di complessità. Principi di Linguistica Computazionale vengono inoltre usati per analizzare automaticamente le performance parlate e vocali che verranno poi rappresentate e condivise con un pubblico.  

IMM: InterazioneMultimedialeMultimodale

Gli itinerari di Interazione e Narrazione Multimediale e Multimodale mirano ad offrire a bambini e ragazzi con disabilità psichica e mentale (disabilità intellettiva, autismo..) percorsi integrati di espressione, comunicazione, narrativa e gioco multimodale.

Partendo dalle competenze e dalle risorse disponibili di ciascuno, soprattutto a livello comunicativo e narrativo, si creano sessioni di interazione multimodale che prevedono sia l’uso di strumenti tradizionali sia l’impiego di innovativi contesti multimediali, al fine di ottenere una valorizzazione delle modalità espressive.

In modo integrato vengono quindi utilizzati immagini, disegni, fotografie, testi scritti, brani parlati, cantati e recitati, gesti, animazioni e musica.

I percorsi possono essere realizzati anche in ambienti distribuiti (via Internet) e in contesti di realtà virtuale e si esplicano mediante narrazioni, autonarrazioni, ricostruzione di opere musicali, giochi di linguaggio e di ruolo.

Ispirandosi al metodo di MusicoTerapiaOrchestrale e ai successi di vent’anni di attività anche la Narrativa Multimodale:

  • utilizza strumenti prestigiosi e accattivanti (il PC) e argomenti “degni di attenzione”(non solo storie di vita quotidiana);

  • invita alla co-costruzione di eventi e narrazioni (in situazione di coppia o di piccolo gruppo);

  • invita il bambino ad essere autore e co-autore;

  • presta attenzione alle sequenze temporali di cooperazione e di interazione e alla complessità progressiva delle sessioni di espressione;

  • cerca di ottenere risultati di qualità integrando e valorizzando anche le risorse minime a disposizione del bambino (cerca di ottenere il massimo risultato con un minimo sforzo per incoraggiare);

  • cura la produzione di oggetti prestigiosi, da mostrare e regalare con modalità adulte (la kermesse, il dvd, .. domani un concerto multimodale).

Un primo traguardo, strettamente linguistico, è la conquista di un certo grado di elaborazione non soltanto implicita, che consenta di arrivare, partendo dal livello iconico verbale, nella forma semplice del pittogramma o in quella più articolata della parola organizzata, al livello semantico. La conquista, in secondo luogo, di una maggiore modulazione del mezzo espressivo, sia esso linguaggio iconico o scritto, della voce nelle modalità del parlato, del recitato e del canto, dei gesti e della gestualità in generale. Un terzo obiettivo, più ampio, focalizzato sull’evoluzione del sé, è il raggiungimento di una maggiore articolazione e consapevolezza delle proprie modalità di autocontenimento, autocoscienza, autoregolazione.

Il lavoro si articola in diversi livelli progressivamente più complessi, riconducibili ad alcune forme narrative:

- dalla struttura semplice (filastrocca, poesia, canzone o immagine ispiratrice), enfatizzando una o più parole significative, si procede all’invenzione di una scena dislocata in uno spazio, resa attraverso il gesto, la parola, la musica o il canto e costruita con l’utilizzo di oggetti, disegni, immagini realizzate a computer;

- alla struttura più articolata (storia con lettore incluso, fiaba semplice) nella quale il bambino sceglie, in un contesto prefissato, il suo ruolo e costruisce una sequenza di scene attraverso le quali si snoda il racconto;

- alla suite (racconto o fiaba con più eventi, più scene, più personaggi) che attraverso l’analisi della storia e dei diversi piani di azione, permette al bambino di prendere spunto per un racconto da leggere con giusta intonazione o da recitare come una vera e propria opera teatrale;

- alla composizione complessa (mito, opera), infine, da scomporre, ricostruire o reinventare.

Nelle diverse fasi del lavoro le acquisizioni relative al linguaggio da incrementare si snodano principalmente su due assi, quello di tipo funzionale e quello di ordine riflessivo, entrambi esercitati in contemporanea e in armonia. Si procede inoltre lungo un asse verticale (dall’ampliamento del dizionario allo sviluppo della sintassi) e uno orizzontale (dalla mimica delle emozioni alle intonazioni affettive).

 

MVO: MusicVirtualOpera

Come l’MTO trae vantaggi e opportunità dall’enorme patrimonio dell’esperienza musicale dell’uomo, l’MVO trae vantaggio dalla ricostruzione multimediale di opere “impegnative” della scrittura letteraria e operistica. Anche qui il tema è quello di spostare sul piano più elevato possibile le possibilità di interazione, a vantaggio di un affinamento delle qualità espressive del soggetto.

L’MVO ha messo a punto un protocollo di presa in carico, di osservazione e interpretazione che applichiamo ai percorsi di espressione e interazione, che è declinabile sia per percorsi individuali sia per percorsi di gruppo e che tiene conto anche di ciò che avviene nella vita di tutti i giorni.

La metodologia prevede la composizione o la ri-composizione di storie e opere con impianto multimodale: narrazioni, auto-narrazioni, giochi di linguaggio e di ruolo che vengono costruiti coinvolgendo l’alunno. A partire da qui, si creano percorsi espressivi, li si prova, si consolidano le nuove abilità e si mette in scena il risultato finale. Questi i passi più significativi di un percorso privilegiato, che contamina l’opera di partenza con i contesti significativi in cui viviamo normalmente.

La “messa in scena” si configura come una vera e propria performance multimodale attualizzata “al qui e ora”. Performance che nel momento della messa in scena crea arte e la condivide: performance che mostra di e fa vivere nuove forme di espressività donate agli altri.

La metodologia MVO consente all’allievo la conquista e l’appropriazione di un “compagno di strada professionale” (PC, tablet) e di una strategia personalizzata che gli consentirà di godere anche in futuro – sia in qualità di fruitore sia in veste di protagonista – del tessuto socio culturale che lo circonda.

I corsi di comunicazione multimediale hanno durata triennale e vengono erogati ogni anno.

Gli incontri prevedono un coinvolgimento individuale o di gruppo di bambini e ragazzi con problemi di autismo, disabilità intellettiva, difficoltà di linguaggio e relazione.

I corsi si tengono in sale attrezzate con PC e periferiche multimediali. Al termine di ogni lezione viene redatto un diario di osservazione del lavoro svolto. Al termine di ogni anno scolastico viene redatta una scheda che descrive i tratti relazionali e comunicativi emersi e conquistati durante l'anno.

I corsi vengono scanditi da incontri periodici con genitori, insegnanti e altre figure significative di riferimento, così da facilitare l'impiego di tecniche e modalità comunicative e operative nei contesti di frequentazione quotidiana dell’allievo.

Ogni anno – con coinvolgimento crescente di pubblico (prima i soli genitori, poi i genitori e gli amici e infine una performance aperta a tutti) – i ragazzi possono mostrare i loro elaborati e le loro storie, offrendole come dono prezioso, frutto della fatica e del lavoro di un intero anno.

L’obiettivo è anche quello della costituzione di micro-community per comunicazioni via web e scambi culturali (nel rispetto di privacy e sicurezza)

Il metodo MVO articola tre tipologie di percorsi, che aprono il suo utilizzo ai contesti più diversi:

  • itinerari di comunicazione multimediale – con sedute individuali di narrazione, auto-narrazione, giochi di linguaggio e di ruolo a integrazione dei percorsi psicoterapeutici tradizionali;

  • itinerari cognitivi e relazionali - con sedute individuali e di gruppo che si avvalgono di strumenti informatici multimediali a supporto dell'esperienza educativa (comunicativa e rappresentativa), anche in coordinamento con l'itinerario scolastico, utilizzando ambienti distribuiti (via Internet) e contesti di realtà virtuale;

  • itinerari propedeutici al lavoro - con sedute individuali e di gruppo, che si avvalgono di strumenti informatici per l'inserimento lavorativo di giovani con problemi fisici, psichici e mentali, in vista di un'integrazione del curriculum educativo e scolastico.