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formazione
Il calendario della formazione per l'anno 2008-2009 sarà disponibile a ottobre 2008. >>
news
Le note de La Grande Porta di Kiev - il maestoso tema di Quadri di un'Esposizione di Musorgskij - sono il punto di partenza di ogni triennio di MusicoTerapia Orchestrale. E la grande porta di apre, lasciando stupiti, emozionati, affascinati. Si sente subito di non poter stare sulla soglia di un mondo così ricco di suoni che - pensati e condivisi - diventano parole che sanno creare una nuova immagine di sé, degli altri e del proprio rapporto con l'altro. Gli strumenti sono ottimi e inaspettati alleati, sanno mostrare una via che merita impegno perché ricca di soddisfazioni: una corda di violoncello o un triangolo possono dire molte cose se non ci si nasconde, se non ci si aggrappa soffocandoli. L'orchestra sa accogliere, creare spazio, motivare al superamento di enormi paure. E la musica può essere non soltanto suonata e ascoltata ma anche fatta ascoltare, regalata. Speriamo, sappiano anche liberarci da quello sguardo (affettuoso, certo, ma anche così pietoso) malinconico o rassegnato che tanto ferisce e scoraggia. Tutti i componenti di questa orchestra veramente speciale sono sicuri di avere finalmente parole di cui non vergognarsi."

Un'orchestra sinfonica di giovani, che suona Stravinskij, Dvòrak, Mahler, Gershwin, Bartòk, Orff, Saint-Saen, Bizet, Rimskij-Korsakov, con violini, violoncelli, contrabbassi, arpe, vibrafoni, fiati, percussioni. Detto così, sembrerebbe una cosa normale.

_E invece no. Tutto qui è fuori dal comune.
Perché è fuori dal comune che un'orchestra sia composta da ragazzi con sindrome autistica, ritardi cognitivi, difficoltà di comunicazione e relazionale.

Perché è fuori dal comune che questi ragazzi riescano a rimanere concentrati per quasi due ore di concerto (l'attenzione di alcuni di loro non reggeva tre minuti di cartoni animati), con la musica soltanto ricordata e suonata senza spartito, per l'impossibilità di leggere le note.

- Perché sono fuori dal comune i loro interventi esatti, al cenno del direttore. Con la capacità di partecipare emotivamente all'evento, di assumere come proprio il linguaggio della musica, di lavorare con il compagno. Magari arrabbiandosi per il proprio o per l'altrui errore. Comunque riprendendosi con fiducia dallo sbaglio.

Perché è fuori dal comune la loro capacità di godimento, alla fine, se il risultato risponde all'attesa.

Un percorso fuori dal comune dove c'è il superamento (o quanto meno la sospensione) degli infiniti e costanti timori che segnano il quotidiano, dove c'è la crescita di capacità espressive. Qui lo strumento diventa voce dell'anima. L'orchestra è abbraccio accogliente. È l'approdo in cui, finalmente, ritrovarsi.

Ritrovare se stessi, innanzitutto. Ma poi, anche, ritrovare l'altro.

Perché l'orchestra è un gruppo integrato, in cui lavorano insieme ragazzi ed educatori.

Perché l'orchestra è l'esperienza integrale che, intorno alla musica e con la musica, costruisce una trama di relazioni, un pensiero, un universo di emozioni, un percorso di crescita per tutte le persone che la compongono e per il pubblico a cui si rivolge.

Se per i ragazzi "fuori dal comune" è infatti luogo terapeutico ed espressivo, per gli educatori (musicisti professionisti, medici e psicologi, educatori più o meno esperti in campo musicale) e i musicisti che suonano con loro l'orchestra è luogo formativo.

Lì ciascuno porta le proprie competenze, acquisite nei precedenti anni di lavoro. L
ì
ciascuno sviluppa le proprie capacità, in un lavoro comune che dà vita a punti di partenza sempre nuovi. Che per il pubblico sono, innanzitutto, momenti di stupore.

L'Orchestra Sinfonica Esagramma - con il suo repertorio di rielaborazioni orchestrali di opere di grandi Autori classici - ha realizzato molti concerti in diverse teatri e cattedrali di tutta Italia.

Tra l'altro - in qualità di unica orchestra e su invito dell'Ufficio Liturgico della Conferenza Episcopale Italiana - ha dato vita a una straordinaria esecuzione che si è svolta domenica 3 dicembre 2000, a Roma, nella Basilica di S. Paolo Fuori le Mura, in occasione della cerimonia Giubilare con i disabili. Durante la celebrazione - presieduta dal Santo Padre - sono stati eseguiti quattro brani per coro e orchestra e un brano strumentale, composti per l'occasione da Mons. PierAngelo Sequeri.
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orchestra Esagramma